Non essere razzisti

Non è che, se non sei razzista, devi fare il coglione buonista che crede che le persone siano tutte buone, tutte gentili, tutte pisenlov.
No.
Non essere razzisti significa non avere pregiudizi.
E quando non hai pregiudizi, lo capisci perfettamente: in ogni popolo, in ogni etnia, religione, colore della pelle, in ogni orientamento sessuale e identità di genere, ci sono persone perbene, e c’è gente demmerda.
E poi c’è la massa.
Sono tanti. Sono troppi. Sono i peggiori.
Persone che non sanno nemmeno cosa pensare.
Ammesso che siano capaci di pensare.
Navigano a vista.
Fino a qualche decennio fa, non si sapeva nemmeno dove fossero. Invisibili.
Oggi?
Ringrazio i social network.
Basta aprire un social qualsiasi ed è come inciampare in un’asse del pavimento che si solleva e fa uscire un’infestazione di bacarozzi impazziti.
Stavano nascosti sotto, e ora sono ovunque.
E parlano pure!
A proposito, eoni fa lessi un libro (uno di quei cosi fatti di carta, pieni di parole fitte, senza nemmeno un’emoji), insomma lessi che gli scarafaggi pare abbiano la consapevolezza di esistere.
Non intendo cogito ergo sum, sanno di esistere, ma non si chiedono “perché”.
Sanno che devono sopravvivere e che devono riprodursi.
(qui visualizzo proprio un’orgia di scarafaggi ingrifati).
E navigano a vista.
Proprio come la massa.
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